MANIFESTO

Il principale obiettivo di questo movimento e’ l’uscita dall’Euro e la conseguente ripresa della sovranita’ monetaria da parte dello Stato.

Lo affermano pure premi Nobel per l’economia del calibro di Paul Krugman e Joseph Stiglitz che l’euro non puo’ funzionare in buona sostanza perche’ i Paesi del Nord invece di continuare a prestare soldi a quelli del Sud, dovrebbero darli a fondo perduto come pacchetto investimenti ma questo non se lo possono permettere non solo economicamente in quanto Spagna ed Italia sono troppo grandi ma anche perche’ le popolazioni del Nord non sono contente di lavorare per “mantenere” i Paesi del Sud.

La valuta di una Paese deve essere libera e non agganciata ad una piu’ forte. Deve seguire la legge della domanda e dell’offerta. In pratica piu’ c’e’ domanda piu’ i prezzi si alzano e viceversa, ovvero piu’ un Paese esporta piu’ la sua valuta si apprezza, mentre quello che importa si svaluta fino a diventare molto competitivo ed il fenomeno di inverte mantenendo cosi’ un equilibrio nei mercati. Invece agganciando una moneta debole ad una piu’ forte quella debole non e’ piu’ competitiva deprimendo l’economia locale. Ci sono molti esempi nella letteratura, basta ricordare il caso pesos-Argentino aggangiato al dollaro-Americano.

Ma perche’ si fissa il tasso di cambio tra monete diverse? Semplice, perche’ cosi’ il Paese diventa piu’ credibile, ovvero non essendo piu’ in grado di svalutare la propria moneta, chi investe non si vede ridotto il capitale investito.

Nel 1979 l’Italia entra nel Sistema Monetario Europeo SME, dove di fatto fissa la lira con quelle delle altre valute dell’Europa occidentale e nel 1981 ci fu di divorzio tra il Tesoro e Bankitalia (in pratica l’Italia rinuncia alla propria Sovranita’ Monetaria mettondola in mano a dei privati ed il debito pubblico esplode negli anni successivi). Da quel periodo in poi, per l’Italia, inizia un lento e continuo declino. Da notare che prima di quei 2 avvenimenti l’Italia avera vissuto un ventennio di crescita economica quasi esponenziale, ed era stata il primo Paese in Europa per crescita economica. Inoltre ora che la sua sovranita ‘ monetaria e’ in mano a dei privati, questi spadroneggiano scatenando lo spread contro a questo o quell leader a seconda delle sue idee nei confronti dell’euro, vedi il caso Grecia e Italia. I manifestanti in Grecia che volevano uscire dall’euro sono stati bastonati e fatti tacere e il primo ministro Greco dovette ritirare la proposta di un referendum sull’euro dopo il no della Bce, Germania e Mercati. In Italia, dopo che Berlusconi e’ andato in Europa a dire che l’euro e’ un bidone, lo spread e’ salito a 500 e si e’ dovuto dimettere, al suo posto hanno messo Mario Monti, un funzionario della Commisione Europea, eletto da nessuno. Se non e’ questa la dittatura delle Banche, vuol dire che la mortadella sugli occhi sta avanzando velocemente!!!

Ora la situazione e’ giunta al limite: i salari hanno il potere di acquisto ai livelli di 20 anni fa, i politici dicono che per risolvere la crisi l’Italia deve accettare gli aiuti umanitari dalla Germania perdendo definitivamente la propria sovranita’ e per diventare piu’ competitivi dobbiamo distruggere lo Stato Sociale e svendere i beni dello Stato se non addirittura vendere parte della riserva aurea!!!

Questo e’ un movimento politico non e’ un partito, per cui sugli altri temi non ci pronunciamo ma siamo convinti che di fatto si e’ creata una vera e propria oligarchia in Italia dettata da un’ingiusta legge elettorale, dai contributi pubblici ai giornali e dai rimborsi elettorali che privileggiano chi il potere lo ha gia’, oltre che costare una fortuna ai contribuenti.

Lo si nota molto bene vivendo in UK, dove le notizie sull’euro arrivano forti e chiare, mentre in Italia non arrivano mai al dunque e comunque non spiegano le conseguenze delle decisioni prese.

L’iscrizione al movimento e’ gratutita, non siamo qui per pagare gli aperitivi in cambio di consensi, ma a cambiare il corso della STORIA!!!

E’ paradossale che tutti i partiti hanno sempre assecondato Bruxelles e Francoforte in tutto e per tutto con il risultato che stiamo smantellando l’industria (dopo che e’ stata un potenza mondiale) e lo stato sociale. In buona sostanza nessuno sta portando avanti gli interessi dei lavoratori anzi in realta’ li sta penalizzando con l’euro. Si, perche’ abbiamo visto che se non si puo’ svalutare la moneta allora l’unico modo per diventare piu’ competitivi e’ quello di ridurre I salari se non perdere il lavoro.

Questi politici stanno facendo gli interessi propri. Ci sono molti casi eclatanti. Romano Prodi ha trascinato l’Italia nell’euro senza un referendum, ‘strafregandosene’ di cosa pensavano i cittadini, in cambio ha avuto la presidenza della Commissione Europea. Mario Draghi con I suoi messaggi rassicuranti nei confronti dell’euro in cambio ha avuto la presidenza della Banca Centrale Europea, infine Il Nipote di Letta, Enrico, che con il suo sostegno all’euro si e’ messo al riparo dalla furia dello spread.

Nei Trattati Europei le regole non sono uguali per tutti...perche' allora prenderle in considerazione?

Si legge: per i Paesi membri che soddisfano i criteri di convergenza (per capirci, quelli del 3% deficit, rapporto debito/PIL del 60%,...) l'obbligo di adottare l'euro e' automatico non si possono rifiutare. Questa regola ha delle eccezioni per UK, Danimarca e Svezia i quali sono loro a decidere quando entrare. La Grecia e' entrata nell'euro pur non soddisfando i criteri di convergenza. L'ITalia, come la Grecia, non soddisfa piu' le condizioni di convergenza e non si capisce perche' non puo' uscure dall'euro, almeno finche' avra' regolarizzato i suoi paramentri.

Invece hanno costituito il Fondo Salva Stati non previsto dai Trattati, infatti prestare soldi agli Stati in difficolta' e' stato volontario non era obbligatorio. Molti Tedeschi erano contrari e hanno inasprito i criteri di convergenza, detto anche Patto di Bilancio Europeo o Fiscal Compact.

Qui di seguito i punti principali:
• l'impegno ad avere un deficit pubblico strutturale che non deve superare lo 0,5% del PIL e, per i paesi il cui debito pubblico è inferiore al 60% del PIL, l'1%;
• l'obbligo per i Paesi con un debito pubblico superiore al 60% del PIL, di rientrare entro tale soglia nel giro di 20 anni, ad un ritmo pari ad un ventesimo dell'eccedenza in ciascuna annualità;
• l'obbligo per ogni stato di garantire correzioni automatiche con scadenze determinate quando non sia in grado di raggiungere altrimenti gli obiettivi di bilancio concordati;
• l'impegno a inserire le nuove regole in norme di tipo costituzionale o comunque nella legislazione nazionale, che verrà verificato dalla Corte europea di giustizia;
• l'obbligo di mantenere il deficit pubblico sempre al di sotto del 3% del PIL, come previsto dal Patto di stabilità e crescita; in caso contrario scatteranno sanzioni semi-automatiche;

Inoltre solo chi avra' attuato questa legge avra' accesso al Fondo Salva Stati.

Notare che chi ricevera' dei prestiti al Fondo Salva Stati dovra' anche accettare degli interventi sanzionatori in caso non dovesse rispettare le scadenze di restituzione del denaro.

Dunque invece di uscire dall'euro nel caso uno Stato non soddisfi piu' le condizioni di convergenza, si cambiano i trattati che porteranno verso la distruzione dello Stato Sociale per quei Paesi in difficolta'.

Primo perche' con il fiscal compact e obbligo di riduzione del debito pubblico si e' destinati all'austerity per almeno un ventennio, valutata in una riduzione della spesa di 50 miliardi annui, questo creera' delle notevoli tensioni sociali anche se i media di Stato cercheranno di tenere il tutto abbastanza nascosto. Come fatto per esempio nel 2012 con il governo Monti, la prima rata di IMU é andata al Fondo Salva Stati (ricordiamo che l'Italia deve versare al MES un totale di 125 miliardi, circa 50 li ha gia' versati, per i rimanenti 14 all'anno), nel silenzio assoluto dei media, soldi fuggiti all'estero che se tornano in Italia ci metteranno in ginocchio. Secondo, se delle istituzioni strategiche del paese dovessero fallire per una serie di motivi, come e' successo per le banche, queste andranno nelle mani dello sciacallo di turno, visto che lo Stato non si puo' indebitare per acquistarli. Terzo, lo Stato dovra' cambiare la propria costituzione, che potrebbe sembrare assurda per i cittadini, ma servira' a soddisfare i debitori. Non oso pensare cosa inizieranno a svendere: Aziende Strategiche, Banche, Scuole, Universita', Ospedali,...?

PILLOLE DI RIFLESSIONE

E’ Convizione comune che uno Stato possa uscire dall’Unione Europea (UE), ma non possa uscire dall’euro finche’ rimane nella UE, in altre parole per uscire dall’euro bisogna prima uscire dalla UE. Uscire dalla UE signifca non avere piu’ accesso al mercato unico europeo. Questo viene considerato una grave problema, ma e’ veramente cosi’, considerato che questa esclusione libera un Stato da certe sue imposizioni assurde, come per esempio le quote latte e che viviamo nell’era dei mercati globalizzati?

Per poter partecipare all’euro, gli stati membri dovevano rispettare i seguenti criteri, informalmente detti parametri di Maastricht:

    •un deficit pari o inferiore al 3% del prodotto interno lordo;
    •un rapporto debito pubblico/PIL inferiore al 60%;
    •un tasso di inflazione non superiore di oltre 1,5 punti percentuali rispetto a quello medio dei tre stati membri a più bassa inflazione;
    •tassi d'interesse a lungo termine non superiori di oltre 2 punti percentuali rispetto alla media dei tre stati membri a più bassa inflazione;
    •appartenenza per almeno un biennio al Sistema monetario europeo.
E’ lecito chiedersi di poter uscire dall’euro quando quei requisiti non sono piu’ soddisfatti?

Cosa fa pensare a un Paese come l’Italia che per migliorare la propria posizione economica debba rimanere agganciata alla Germania? Un caso analogo di 2 economie diverse con la stessa moneta, lo si riscontra tra Nord e Sud Italia. In questo caso c’e’ una vera e propria politica fiscale, nel senso che I soldi del Nord vengono trasferiti al Sud per fare investimenti a fondo perduto e non sono prestati. Il Sud e’ milgiorato? No, e’ rimasto povero. Lo stesso avverra’ con L’Italia che si abituera’ a consumare I prodotti Tedeschi ricevento in cambio I soldi per comprarli: serve un piamo industriale non soldi per consumare prodotti stranieri.

Nei trattati ci sono clausole di Opt out dall’euro e sono state applicate per UK, Danimarca e Svezia, non si capisce perche’ non si possono applicare anche per gli altri Stati Membri.